Orta San Giulio
Orta San Giulio, incastonato come un gioiello prezioso nel cuore del Piemonte, in provincia di Novara, è un bo…
Leggi l'articoloUn viaggio autentico nel cuore della pianura vercellese, tra storia medievale e paesaggi d'acqua.
Rovasenda è un piccolo gioiello incastonato nella vasta e fertile pianura vercellese, in Piemonte. Situato a circa 155 metri sul livello del mare, questo borgo offre un'immersione profonda in un paesaggio rurale autentico, dove l'orizzonte è disegnato dalle geometrie perfette delle risaie e interrotto solo da antichi campanili e dal profilo imponente del suo castello. L'essenza di Rovasenda risiede nella sua quiete e nel legame indissolubile con la terra e l'acqua, elementi che ne hanno plasmato la storia e l'identità. È la meta ideale per viaggiatori che cercano una fuga dalla frenesia, desiderosi di scoprire un'Italia più lenta, fatta di tradizioni agricole, architetture storiche e sapori genuini. Qui, ogni stagione regala uno spettacolo diverso, rendendo la visita un'esperienza sempre nuova e affascinante, perfetta per chi ama il cicloturismo, le passeggiate nella natura e la scoperta del patrimonio enogastronomico locale.
Le origini di Rovasenda affondano le radici in tempi antichi, probabilmente già in epoca romana, come suggerisce la fertilità del suo territorio, da sempre vocato all'agricoltura. Il nome stesso, forse derivato da "Ripa Sanda" o "Ripa Senta", allude a un'antica conformazione geografica legata a corsi d'acqua. La sua storia è strettamente legata alle vicende del Piemonte medievale: fu parte del Marchesato del Monferrato prima di passare sotto il dominio dei Savoia, che ne consolidarono l'importanza strategica e agricola. Il monumento più emblematico è senza dubbio il Castello di Rovasenda, una fortezza imponente le cui origini risalgono al XII secolo, ma che ha assunto l'aspetto attuale principalmente nel XV secolo. Con la sua torre maestosa e le mura robuste, il castello domina il paesaggio, testimone silenzioso di secoli di storia. Accanto al castello, si sviluppa un ricetto ben conservato, un nucleo fortificato tipico dell'Alto Piemonte, dove un tempo gli abitanti trovavano rifugio e mettevano al sicuro i raccolti. La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo, pur avendo subito diverse modifiche nel corso dei secoli, conserva elementi di interesse e rappresenta il cuore spirituale della comunità. Una curiosità affascinante è legata proprio al ricetto: queste strutture erano veri e propri "villaggi fortificati" all'interno del borgo, un esempio ingegnoso di architettura difensiva e comunitaria che rifletteva le esigenze di protezione e conservazione dei beni in epoche turbolente.
Il paesaggio che circonda Rovasenda è l'epitome della pianura vercellese, un ecosistema unico plasmato dall'uomo e dall'acqua: le risaie. Questa distesa apparentemente piatta si trasforma in un "mare a quadretti" in primavera, quando i campi vengono allagati per la semina del riso, riflettendo il cielo in un gioco di luci e colori mozzafiato. In estate, le risaie si tingono di un verde brillante, mentre in autunno assumono tonalità dorate prima della raccolta. La fitta rete di canali e rogge, essenziale per l'irrigazione, disegna il territorio e crea habitat ideali per l'avifauna, rendendo la zona un paradiso per il birdwatching, specialmente durante i periodi di migrazione. È un ambiente che invita alla lentezza: le attività all'aperto più indicate sono il cicloturismo, con percorsi pianeggianti che si snodano tra i campi, e le passeggiate lungo gli argini dei canali. Da qualsiasi punto elevato, o semplicemente dalle strade secondarie che attraversano la campagna, si possono ammirare panorami suggestivi, dove la vastità del cielo si fonde con l'orizzonte delle risaie, regalando un senso di pace e armonia. I profumi della terra bagnata in primavera e del riso maturo in autunno completano un'esperienza sensoriale indimenticabile.
La cucina di Rovasenda e della pianura vercellese è un inno alla terra e ai suoi frutti, con il riso come protagonista indiscusso. Lo stile è tipicamente contadino, robusto e saporito, influenzato dalle tradizioni piemontesi. Tra i piatti tradizionali, spicca la Panissa, un risotto ricco e cremoso, vero simbolo della gastronomia locale, preparato con riso Carnaroli o Arborio, fagioli di Saluggia, salam d'la duja (un salame conservato nel grasso) e cotenne di maiale. Un'altra specialità da non perdere è il Riso in cagnone, un piatto semplice ma delizioso, dove il riso viene mantecato con burro fuso, formaggio grattugiato e salvia. Non mancano poi le preparazioni a base di carne, come il bollito misto, accompagnato dalle salse tipiche piemontesi. I prodotti tipici del territorio sono innanzitutto le diverse varietà di riso, eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo. Accanto al riso, troviamo il già citato salam d'la duja, formaggi freschi e stagionati prodotti nelle cascine locali, e una buona selezione di vini piemontesi, come i rossi delle vicine Colline Novaresi e Coste della Sesia (Gattinara, Ghemme), che si abbinano splendidamente ai risotti e ai piatti di carne, esaltando i sapori della tradizione.
Il calendario di Rovasenda è punteggiato da eventi che celebrano la sua storia, le sue tradizioni e la sua profonda connessione con il mondo agricolo. La festa più sentita è la Festa Patronale di San Michele Arcangelo, che si tiene il 29 settembre. In questa occasione, il paese si anima con celebrazioni religiose, momenti di convivialità e spesso piccole fiere o mercati che espongono prodotti locali. Essendo parte di una delle più importanti zone risicole d'Italia, Rovasenda e i comuni limitrofi sono spesso coinvolti in sagre del riso e manifestazioni legate alla filiera risicola, che offrono l'opportunità di degustare piatti tipici e conoscere da vicino il processo di coltivazione. Durante l'anno, non mancano mercatini agricoli e rassegne enogastronomiche che valorizzano i prodotti del territorio, offrendo ai visitatori un'occasione per immergersi nell'autentica vita rurale piemontese e scoprire le eccellenze locali. Questi eventi sono un'ottima occasione per vivere l'atmosfera del borgo, incontrare la gente del posto e apprezzare il legame indissolubile tra la comunità e la sua terra.