Positano
Positano, gioiello incastonato nella Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno, Campania, si erge vertigino…
Leggi l'articoloUn viaggio unico nel cuore del Cilento, tra storia, natura incontaminata e un borgo che sfida il tempo.
Roscigno, incastonato tra le vette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni in provincia di Salerno, è un luogo che cattura l'anima. Diviso tra il moderno abitato di Roscigno Nuovo e l'affascinante Roscigno Vecchia, quest'ultimo è conosciuto come il "paese fantasma" o la "Pompei del '900", un borgo rurale ottocentesco abbandonato ma incredibilmente conservato, tanto da essere riconosciuto patrimonio UNESCO come parte del Parco. L'atmosfera che si respira è quella di un'autentica macchina del tempo, un silenzio interrotto solo dal vento tra le case vuote. È una destinazione ideale per viaggiatori curiosi, amanti della storia, fotografi e chi cerca un'esperienza profonda e contemplativa, lontano dai circuiti turistici più battuti, offrendo un'immersione totale in un passato che sembra ancora vivo.
Le origini di Roscigno Vecchia risalgono al XVII secolo, anche se la presenza umana nell'area è attestata fin dall'epoca romana. Il borgo, sviluppatosi attorno alla chiesa di San Nicola, divenne un centro agricolo vivace. La sua storia è segnata da un lento ma inesorabile abbandono a partire dai primi anni del Novecento, a causa di continue frane e smottamenti che resero l'abitato insicuro. Gli abitanti furono costretti a trasferirsi nel nuovo centro abitato, Roscigno Nuovo, costruito più a monte. Oggi, Roscigno Vecchia si presenta come un museo a cielo aperto: le case rurali in pietra, la piazza principale con la fontana e la chiesa di San Nicola, con i suoi interni spogli ma suggestivi, raccontano la vita contadina di un tempo. Ogni vicolo, ogni portone socchiuso, sembra custodire le storie di chi un tempo vi abitava. Una curiosità che rende il luogo ancora più affascinante è la figura di Giuseppe Spagnuolo, l'ultimo abitante del borgo, che per decenni ha vissuto tra le case abbandonate, diventando il custode silenzioso di questo patrimonio unico, prima della sua scomparsa.
Immerso nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Roscigno è circondato da una natura rigogliosa e incontaminata. Il paesaggio è dominato da montagne maestose, fitte foreste di querce e castagni e profonde valli scavate da corsi d'acqua come il Fiume Sammaro. Le peculiarità geologiche del territorio si manifestano in formazioni rocciose e grotte carsiche, che aggiungono un tocco di mistero all'ambiente. Dai punti panoramici di Roscigno Vecchia si aprono viste mozzafiato sulle valli circostanti e sulle cime montuose, offrendo scenari ideali per la fotografia e la contemplazione. Il territorio è un paradiso per gli amanti delle attività all'aria aperta: numerosi sentieri permettono escursioni e trekking di varia difficoltà, immergendosi nella biodiversità del Parco. In primavera, i prati si tingono di mille colori con la fioritura spontanea, mentre l'autunno regala un tripudio di sfumature dorate e rossastre, accompagnate dal profumo del sottobosco.
La cucina di Roscigno, come quella di tutto il Cilento interno, è profondamente radicata nelle tradizioni contadine e pastorali, basata su ingredienti semplici ma ricchi di sapore, frutto di una terra generosa. Lo stile è genuino e saporito, con influenze mediterranee. Tra i piatti tradizionali spiccano le "lagane e ceci", una pasta fatta in casa servita con saporiti ceci locali, o le "cicerchie", un legume antico spesso cucinato in zuppe robuste. Immancabili sono anche i piatti a base di "fagioli di Controne", presidio Slow Food, celebri per la loro delicatezza. I prodotti tipici del territorio includono l'eccellente olio d'oliva extra vergine del Cilento, formaggi come il "caciocavallo podolico", stagionato e dal sapore intenso, e i salumi artigianali come la soppressata e il capocollo. Non mancano i dolci a base di miele locale e frutta secca. Per un abbinamento perfetto, si consiglia di accompagnare questi sapori autentici con un buon bicchiere di vino del Cilento, come un Aglianico o un Fiano.
La vita di Roscigno è scandita da tradizioni che affondano le radici nella fede e nella cultura contadina. L'evento più sentito è la "Festa di San Nicola di Bari", il patrono del paese, che si celebra a dicembre. Questa ricorrenza è un momento di profonda devozione e partecipazione, con processioni che attraversano le vie del paese. Durante l'estate, il borgo di Roscigno Vecchia, seppur abbandonato, si anima occasionalmente con eventi culturali, mostre d'arte o rievocazioni storiche che mirano a valorizzare e far conoscere questo luogo unico. Queste manifestazioni, pur non essendo annuali fisse, offrono l'opportunità di vivere il "paese fantasma" in una veste diversa, tra musica, arte e racconti del passato, creando un ponte tra la memoria e il presente. Le sagre locali, sebbene più frequenti nei paesi vicini, celebrano i prodotti tipici della terra, offrendo occasioni per gustare le specialità gastronomiche e socializzare.