Cividale del Friuli
Cividale del Friuli, incastonata tra le dolci colline delle Prealpi Giulie e attraversata dal pittoresco fiume…
Leggi l'articoloUn viaggio tra memoria, natura selvaggia e l'autenticità di borghi che raccontano una storia unica.
Incastonato tra le imponenti vette delle Dolomiti Friulane, patrimonio UNESCO, Erto e Casso si presentano come due borghi montani della provincia di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia. Situati rispettivamente a circa 775 e 957 metri sul livello del mare, questi paesi rappresentano un simbolo di straordinaria resilienza e un punto di accesso privilegiato a un paesaggio alpino di rara bellezza. L'atmosfera che si respira è quella di un luogo dove la memoria storica si fonde con la quiete della natura, offrendo un'esperienza autentica e profonda. Erto e Casso sono destinazioni ideali per viaggiatori che cercano un contatto genuino con la montagna, appassionati di escursionismo, amanti della storia e coloro che desiderano riflettere sulla forza dell'animo umano di fronte alle avversità, trovando ispirazione nella bellezza incontaminata del paesaggio circostante.
Le origini di Erto e Casso affondano le radici in antichi insediamenti montani, nati dalla necessità di sfruttare le risorse del bosco e della pastorizia. Questi borghi, con la loro architettura tradizionale in pietra e legno, hanno mantenuto nei secoli un legame profondo con il territorio. La storia moderna di Erto e Casso è indissolubilmente legata al tragico evento del 9 ottobre 1963, il disastro del Vajont, che ha segnato profondamente la comunità e il paesaggio circostante. Nonostante la devastazione, la resilienza degli abitanti ha permesso una rinascita, incentrata sulla conservazione della memoria e sulla valorizzazione delle radici. Tra i luoghi d'interesse, spicca il Museo della Diga del Vajont a Erto, un centro nevralgico per comprendere la storia e l'impatto di quell'evento. Le chiese parrocchiali, come la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Erto e la Chiesa di San Gervasio e Protasio a Casso, pur nella loro semplicità, raccontano secoli di fede e vita comunitaria. I borghi stessi, con le loro viuzze e le case tradizionali, sono un monumento vivente alla cultura montana. Una curiosità affascinante è la sopravvivenza del dialetto ertano e cassanese, una variante del ladino, che testimonia la tenacia culturale di queste comunità, così come la casa natale dello scrittore e scultore Mauro Corona, figura emblematica del luogo.
Il contesto naturale di Erto e Casso è dominato dalla maestosità delle Dolomiti Friulane, riconosciute come Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Il territorio è un susseguirsi di vette imponenti, come il Monte Toc, il Monte Duranno e il Monte Buscada, che incorniciano la profonda forra del Vajont, scavata dal torrente Cellina. La peculiarità geologica più evidente è la stessa diga del Vajont, un'opera ingegneristica che, pur legata a un dramma, si erge come un monito e un punto panoramico di grande impatto, offrendo una vista impressionante sulla valle. I panorami mozzafiato possono essere ammirati da numerosi punti lungo i sentieri che si snodano nel Parco Naturale Dolomiti Friulane, o semplicemente passeggiando tra le vie di Casso, il borgo più elevato, che offre scorci suggestivi sulle montagne circostanti. Le attività all'aperto sono il fulcro dell'esperienza in questi luoghi: il trekking e le escursioni sono praticabili su una vasta rete di sentieri di diverse difficoltà, mentre le falesie di Erto sono un rinomato paradiso per l'arrampicata sportiva. Ogni stagione dipinge il paesaggio con colori e profumi unici: dal verde intenso dell'estate alle sfumature dorate e rosse dell'autunno, fino al bianco candido dell'inverno, che invita a esperienze più intime con la natura.
La cucina di Erto e Casso riflette l'anima montana e contadina del Friuli, caratterizzata da sapori robusti e ingredienti genuini, frutto di un'antica tradizione legata alla pastorizia e all'agricoltura di sussistenza. Lo stile è semplice ma ricco, valorizzando al massimo i prodotti del territorio. Tra i piatti tradizionali, la polenta è la regina indiscussa, spesso servita con formaggi di malga, funghi raccolti nei boschi circostanti o succulenta selvaggina, come capriolo o cervo, preparata con erbe aromatiche di montagna. Immancabile è il frico, una specialità friulana a base di formaggio Montasio fuso, spesso arricchito con patate o cipolle, che offre un'esplosione di gusto. Un altro piatto tipico è il "piatto del pastore", un'assemblaggio di formaggi locali, salumi artigianali e pane nero, che racchiude l'essenza della merenda o del pasto semplice del montanaro. I prodotti tipici includono una vasta gamma di formaggi freschi e stagionati, salumi affumicati, miele di montagna e funghi. Per un abbinamento enogastronomico perfetto, questi sapori si sposano splendidamente con i vini rossi robusti del Friuli Venezia Giulia, come un corposo Refosco dal Peduncolo Rosso o uno Schioppettino, che con la loro struttura e acidità bilanciano la ricchezza dei piatti montani.
Il calendario di Erto e Casso è scandito da eventi che celebrano la memoria, la fede e le tradizioni locali, offrendo ai visitatori l'opportunità di immergersi nella vita della comunità. L'evento più significativo e toccante è la commemorazione del 9 ottobre, l'anniversario del disastro del Vajont. Ogni anno, questa data si trasforma in un momento di profonda riflessione e ricordo, con cerimonie civili, momenti di preghiera e iniziative culturali che mantengono viva la memoria delle vittime e la resilienza di chi è rimasto. Un'altra ricorrenza importante è la Festa di San Bartolomeo, il patrono di Erto, che si celebra il 24 agosto. Questa festa unisce momenti religiosi a celebrazioni popolari, con bancarelle, musica e occasioni di convivialità che animano il paese. Durante l'anno, il Parco Naturale Dolomiti Friulane organizza regolarmente escursioni guidate e serate a tema naturalistico, permettendo di esplorare la ricchezza del territorio in compagnia di esperti. Inoltre, la comunità di Erto e Casso è attiva nell'organizzazione di manifestazioni culturali, come mostre d'arte o presentazioni di libri, spesso legate al tema della montagna, della memoria e dell'identità locale, che offrono spunti di riflessione e arricchimento.